Centodue..

3 luglio 2010 admin Nessun commento

Un omaggio a mia cugina Mariaelena che si è appena laureata…

Bookmark and Share
Categorie:rellini.com Tag:

Wi-fi non sicuro…

23 giugno 2010 admin Nessun commento

La Wi-Fi Alliance pronta a sostituire gli algoritmi WEP, WPA-TKIP. Entro il 2014, gli access point e i dispositivi wireless dovranno essere protetti con l’Advanced Encryption Standard

In tutto il mondo, una persona su dieci utilizza il Wi-Fi a casa, negli ambienti di lavoro, in un’infinità di modi. L’adozione della tecnologia wireless, si legge nel sito Internet della Wi-Fi Alliance, cresce ogni giorno di più. E all’aumentare della diffusione del Wi-Fi si accompagnano, inevitabilmente, sempre più rischi per la sicurezza delle trasmissioni dei dati.

Ecco perché la Wi-Fi Alliance, consorzio costituito ad oggi da oltre 300 membri, inclusi i principali player del mercato delle nuove tecnologie, è da sempre attenta alle problematiche inerenti la privacy degli utenti e la protezione dei dati connesse all’utilizzo del Wi-Fi.

Nel corso dei prossimi tre anni, ha reso noto l’associazione, nei test effettuati per valutare la sicurezza dei dispositivi wireless-enabled non saranno più presi in considerazioni gli algoritmi crittografici WEP (Wired Equivalent Privacy) e WPA-TKIP (Wi-Fi Protected Access-Temporal Key Integrity Protocol). Troppi, infatti, i rischi legati all’utilizzo dei due sistemi di cripataggio, rischi che si sono concretizzati nel corso degli anni in frequenti attacchi sviluppati sia per il WEP che per il WPA-TKIP. Dal 2011, quindi, non si potranno utilizzare tali algoritmi per la protezione di tutti gli access point di nuova costruzione. E dal 2012, WEP e WPA-TKIP dovranno sparire dalla circolazione ed essere sostituiti da sistemi più efficaci da implementare a bordo di tutti i dispositivi Wi-Fi.

Dal 2014, infine, dovrà essere mandato in soffitta anche l’algoritmo WPA2-Mixed Mode e si dovrà passare all’algoritmo WPA2-AES (Advanced Encryption Standard).

Bookmark and Share
Categorie:rellini.com Tag:

Google street view

22 giugno 2010 admin Nessun commento

Di nuovo guai per il colosso della grande G

Le speciali automobili utilizzate quindi da google per mappare tutte le nostre strade, avrebbero acquisito, durante la mappatura wireless necessaria poi alla localizzazione geografica dei territori, delle informazioni totalmente personali. Dal canto suo, Google, attraverso la voce di alcuni dei suoi responsabili, ha fatto sapere che i dati “acquisiti” sono finiti nella memoria fotografica delle proprie vetture, in modo assolutamente non volontario, “una raccolta non intenzionale” per la quale ha tuttavia mostrato piena volontà a rimediare.

Delle informazioni private, dicono che non sia stato fatto alcun utilizzo. I vertici dell’azienda hanno inoltre garantito la cancellazione di tali dati appena ce ne sarà richiesta. Spetterà ora alla CNIL ( una fra le tante agenzie in tutto il mondo che sta indagando sui dati raccolti da Google) valutare l’esistenza oppure no di elementi sufficienti a giustificare un’azione penale nei confronti dell’azienda americana.

Ricordiamo inoltre che anche il garante italiano per la privacy, ha deciso di dare il via a un procedimento istruttorio volto a valutare un’eventuale violazione della privacy dei cittadini Italiani.

Bookmark and Share
Categorie:rellini.com Tag:

Google Newspass…questo sconosciuto

22 giugno 2010 admin Nessun commento

In merito allo scoop di Repubblica.it, ripreso anche da testate internazionali, l’azienda di Mountain View ha dichiarato di aver avviato colloqui con gli editori per vagliare possibili modalità di collaborazione, inclusa quella di aiutare l’industria dei contenuti con tecnologie che rendano fattibili eventuali servizi di pagamento delle notizie. L’obiettivo di Google è quello di rispondere alle esigenze degli editori. Ma, al momento Google non ha alcun prodotto o servizio da annunciare.

Google Newspass dovrebbe integrare il sistema di pagamento Google Checkout all’interno delle SERP relative ai contenuti paywall indicizzati dal motore di ricerca. Il nuovo servizio potrebbe trovare piena applicazione soprattutto all’interno di Google News. Gli utenti della Rete, quindi, potrebbero trovare dei simboli accanto ai risultati che rimandano a contenuti a pagamento, per accedere ai quali dovrebbero registrarsi al servizio e versare la quota richiesta. Un sistema, dunque, che ruoterebbe attorno al servizio di fatturazione Google Checkout, al motore di ricerca di Mountain View e a Google News – senza dimenticare AdSense e l’advertising on line – e che potrebbe essere adottato dagli editori intenzionati ad abbandonare l’insostenibile modello di fornitura gratuita dei contenuti.

Tuttavia, non è detto che Google Newspass si configurerà secondo le procedure appena esposte. Google, infatti, in accordo con gli editori, potrebbe decidere di diversificare le modalità di pagamento: Newspass, ipotizzano alcuni osservatori, potrebbe costituire una sorta di passaporto per accedere a contenuti di più editori, fungere da carta prepagata, oppure servire per la gestione del pay-per-click. In ogni caso, è chiaro che il colosso di Mountain View e l’industria editoriale sono intenzionati a rivoluzionare la fruizione dei contenuti in Rete. Lo dimostrano le iniziative di Rupert Murdoch, le proposte di De Benedetti, l’avvio di un sistema paywall predisposto da Il Sole 24 Ore.

Nella mischia c’è anche Apple, con iPad, che Steve Jobs ha proposto come device ideale per offrire contenuti a pagamento. Vittorio Zambardino, però, ritiene che la soluzione di Cupertino rischi di spostare su iPad solo una piccola porzione del mercato già acquisito dalla carta. Un sistema basato sull’acquisto del singolo pezzo – come quello ventilato da Google – aprirebbe, invece, a tutte le piattaforme e a tutti i dispositivi di tutti i produttori.

Da notare, infine, che il fatto che lo scoop su Google Newspass provenga da un quotidiano italiano potrebbe indicare la volontà di Google di sperimentare il servizio proprio in Italia, dove BigG è stata attaccata dalla FIEG.

Bookmark and Share
Categorie:rellini.com Tag:

Slot Machines

15 maggio 2010 admin Nessun commento

In questi giorni si parla della fiunanziaria da 25 miliardi che ricadrà purtroppo sulle tasche di noi tutti e “forse” comporterà una riduzione di BEN 5 punti percentuali sullo stipendio dei parlamentai.. sempre che siano tutti favorevoli… Comunque.. avete presente le slot machines che ormai sono presenti in ogni bar, sala giochi ecc…? beh… le società che legestiscono per lo stato, dovrebbero rigirare a quest’utlimo il 12 % circa degli introiti. Sapete fino ad ora quanto hanno versato nelle casse dello stato? 0!! ZERO!!! NIENTE!!! Sapete quanto ci devono? Cogetech (9,4 miliardi), Snai (8,1 miliardi), Lottomatica (7,7 miliardi), Cirsa (7 miliardi di euro), Hbg (7 miliardi), Codere (6,8 miliardi), Sisal (4,5 miliardi), Gmatica (3,1 miliardi) e Gamenet (2,9 miliardi). Sapete quanto è il totale?? 90!! NOVANTA MILIARDI di euro… alla faccia della finanziaria…

Bookmark and Share
Categorie:rellini.com Tag: